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Archive for the ‘Politica sotto la Mole’ Category

 

Giovedì 4 agosto, nella Sala dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Lascaris, si è tenuta la seduta di insediamento del Comitato regionale per le comunicazioni formato dai componenti eletti dall’Assemblea il 27 luglio: Bruno Geraci (presidente), Ezio Ercole e Tiziana Maglione (opposizioni).
Come primo atto il Comitato ha proceduto alla nomina della vicepresidente, Tiziana Maglione.
Il presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, che ha presenziato alla cerimonia di insediamento, ha rilevato che “nonostante il vecchio Comitato fosse prorogato sino al 26 agosto ho preferito, appena se ne è avuta la possibilità, insediare il nuovo organo ridotto a tre componenti rispetto agli otto del passato. La riduzione, maggiore di quella richiesta dalla legge (a cinque componenti), è dovuta alla scelta di contenere il più possibile i costi della politica.
Con la nuova compagine cercheremo di ottenere al più presto le deleghe di secondo livello dall’Agcom utili, soprattutto, per decidere rapidamente quella parte (attualmente il 15%) di conciliazioni, tra i gestori delle comunicazioni e gli utenti, che non hanno successo.
Importante anche attuare il registro dell’emittenza locale e, soprattutto, continuare a garantire la massima operatività funzionale del Comitato pur nella più totale indipendenza”.

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(Adnkronos) – Le liste d’attesa per l’inserimento in casa di riposo, in comunita’ o per ricevere un servizio d’assistenza domiciliare sono illegittime se riguardano persone non autosufficienti. Lo denuncia in Piemonte il consigliere regionale del Pd, Mauro Laus, citando alcune sentenze con cui in diverse regioni i giudici hanno condannato aziende sanitarie ed enti gestori dei servizi socio-assistenziali a risarcire i malati e le loro famiglie. Dopo la segnalazione giunta dalle associazioni che tutelano i malati e le loro famiglie, il consigliere Laus ha affidato allo studio dell’avvocato Mauro Milan, il compito di svolgere una verifica, i cui risultati sono stati presentati oggi.

”Gli utenti del servizio sanitario riconosciuti come non autosufficienti – spiega Laus – e ai quali sia stata negata l’immediata attivazione dell’assistenza cosiddetta ”essenziale” possono rivalersi sull’asl e sul Comune competenti per territorio, ciascuno per la propria quota di responsabilita’, e vedersi risarcire il danno patrimoniale ed esistenziale subito. E anche le famiglie – precisa – se costrette a mettere mano al portafogli per supplire all’inadempienza degli enti pubblici, hanno diritto al riconoscimento del danno patrimoniale”.

Intanto il consigliere Laus ha chiesto e ottenuto che alla ripresa dei lavori del consiglio regionale venga celebrata una seduta straordinaria per dibattere la questione ”In quella occasione si parera’ davanti a Cota il possibile scenario di una colossale class action contro le aziende sanitarie della Regione da lui governata – spiega Laus – perche’ sono proprio le risorse negate dalla Sanita’ quelle che generano le liste d’attesa. La giunta deve smetterla di tenere la testa sotto la sabbia e se servono cause pilota per attirare l’attenzione del presidente – conclude – sono disposto a sostenerle personalmente”.

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Fare il punto sul sistema culturale piemontese. È stato l’obiettivo della seduta straordinaria del Consiglio regionale che si è svolta giovedì 28 luglio su richiesta dei gruppi Pdl, Pd, Idv, Udc Insieme per Bresso e Sel.
Dopo l’illustrazione da parte dei consiglieri Giampiero Leo, Gian Luca Vignale (Pdl), Mauro Laus, Gianna Pentenero (Pd) Andrea Stara (Insieme per Bresso), Andrea Buquicchio (Idv) e Michele Marinello (Lega Nord) di sette documenti sull’argomento (cinque ordini del giorno e due mozioni) – che verranno votati a settembre, nel corso della prima seduta dopo la pausa estiva – si è svolto il dibattito in Aula.

Gli interventi dell’opposizione

Per la minoranza sono intervenuti i consiglieri Mercedes Bresso (Uniti per Bresso), Nino Boeti, Aldo Reschigna, Davide Gariglio (Pd), Monica Cerutti (Sel), Eleonora Artesio (Fds), Giovanni Negro (Udc), Michele Dell’Utri (Moderati) e Tullio Ponso (Idv).
Per Bresso (Uniti per Bresso) “non è possibile gettare la responsabilità di ogni problema economico sulla sanità: il tema dei costi della cultura è tutto politico e riguarda le scelte di questa maggioranza, che non ha mai presentato il documento di programmazione economica e finanziaria, non di quella che l’ha preceduta”.
Boeti (Pd) ha affermato che “con il recupero di opere come il Castello di Rivoli e la Reggia di Venaria il Piemonte è diventato famoso nel mondo e i Comuni che le circondano sono cresciuti, sono stati riqualificati e sono diventati mete turistiche. Non possiamo continuare a operare tagli”.
“Chiedo ufficialmente alla Giunta – ha detto Reschigna (Pd) – di comunicare entro la prossima settimana quali finanziamenti assegnerà alla cultura per il 2011. La politica deve scegliere ciò che è prioritario e ciò che non lo è e il Pd è disponibile a confrontarsi a tutto campo sulle priorità”.
Per Gariglio (Pd) “alcune iniziative faraoniche messe in piedi negli anni scorsi possono e devono essere riviste, alla luce delle ricadute che hanno avuto sul territorio”.
Secondo Cerutti (Sel) “è necessario un diverso approccio della Giunta regionale al welfare e alla cultura. L’assessore non può decidere di non decidere e limitarsi ad accettare nuovi tagli. La cultura importante è quella portata avanti dalle associazioni del territorio, non dai grandi eventi. Torino e il Piemonte stanno perdendo terreno rispetto ad altre realtà, anche se i dati del turismo sono comunque positivi”.
Artesio (Fds) si è dichiarata preoccupata “perché, nell’ambito della cultura, siamo ultimi in Europa per quanto riguarda i trasferimenti. La Giunta ricorda le priorità dettate dalle nuove povertà, ma si devono poi attuare. Non possiamo cambiare la nostra sensibilità politica a seconda delle platee cui ci rivolgiamo”.
Per Negro (Udc) “anche i numerosi posti di lavoro creati nel campo della cultura meritano di essere tutelati. È necessario mettere in campo una politica seria, con valori veri, che purtroppo sembrano scomparire”.
Dell’Utri (Moderati) ha sottolineato che “l’ignoranza, come riteneva Socrate, è la madre di tutti i mali e che l’uomo politico più gradito è il Presidente della Repubblica, che si è espresso a favore della cultura e dei suoi valori”.
Ponso (Idv) ha messo in evidenza “la totale assenza di strategia nell’affrontare i problemi del nostro paese. L’importanza della cultura, in Piemonte, è sotto gli occhi di tutti, eppure ci sono associazioni che aspettano ancora il saldo dei contributi per attività svolte nel 2009. Alcuni segnali forti si possono e si devono dare”.

Gli interventi della maggioranza

Per la maggioranza sono intervenuti il presidente del Pdl Luca Pedrale, Carla Spagnuolo, Angelo Burzi, Massimiliano Motta (Pdl)
Pedrale (Pdl) ha dichiarato di apprezzare “l’impegno della maggioranza e dell’opposizione per aver presentato documenti ricchi di riflessioni e di proposte concrete. Purtroppo, di fronte ai problemi della sanità e dell’occupazione riuscire a porre al centro dell’attenzione della politica piemontese la cultura è già un buon successo. Non serve a niente piangerci addosso: la cultura oggi in Piemonte è un tessuto vivo che continua a produrre crescita sociale”.
Spagnuolo (Pdl) ha ricordato che “la Regione Piemonte, fin dal suo nascere, si è caratterizzata per una straordinaria e continuativa azione culturale. È necessario, però, avviare una stagione nuova, interpretando diversamente il governo della regione nel suo complesso, dal momento che il nostro impianto culturale è invidiato anche all’estero, Bisogna avere il coraggio di dire alla gente che i soldi non ci sono e far leva sui privati, sugli istituti culturali, sugli istituti bancari, su nuove forme di mecenatismo”.
Per Burzi (Pdl) paragonare la situazione attuale con quella degli anni passati “è pura follia, poiché ci troviamo nel pieno della più grave crisi socio-economica di tutte le economie occidentali. A questo va aggiunto che la Regione Piemonte era la più indebitata d’Italia e che c’è un buco di bilancio di due miliardi di euro”.
Massimiliano Motta (Pdl) non ha nascosto che “esistono sicuramente difficoltà, ma la Giunta, e in particolare l’assessore alla Cultura, sono riuscite ad affrontarle, a far sì che Torino fosse protagonista dei festeggiamenti per il 150° dell’Italia unita e la mostra su Vittorio Emanuele fosse la più visitata in Italia negli ultimi cinque anni”.

La replica dell’assessore

Al termine del dibattito l’assessore alla Cultura Michele Coppola ha informato di aver inviato una lettera al presidente Valerio Cattaneo per coinvolgere l’Assemblea regionale a partecipare al gruppo di lavoro per aggiornare gli enti inseriti nella tabella di cui alla legge 3 settembre 1984, n. 49, Norme per l’erogazione di contributi regionali a Enti, Istituti, Fondazioni e Associazioni di rilievo regionale.
“Mi piacerebbe non lasciare a chi verrà dopo di me – ha dichiarato Coppola – impegni e oneri svincolati dalla sua volontà. A causa della riduzione di risorse pubbliche la Regione ha dovuto qualche volta sostituire il Comune di Torino. Non è stato possibile fare diversamente. Il nostro errore è stato forse il ritardo con il quale abbiamo deciso di affrontare la crisi, dopo aver rinviato la soluzione di ogni singolo problema all’anno dopo”.
“Non dobbiamo dimenticare – ha aggiunto – che dobbiamo lavorare e collaborare insieme: i cittadini non fanno distinzioni tra maggioranza e opposizione perché se si fallisce è l’intera classe politica a fallire. Noi abbiamo scelto di sostenere l’offerta di qualità, la professionalità dell’offerta culturale, la necessità di garantire l’occupazione, la sostenibilità, la misurabilità e la trasparenza”.
“Se l’arte contemporanea è un riferimento – ha spiegato Coppola – bisogna avere il coraggio di creare un contenitore nuovo unico, che metta insieme Rivoli, Ogr e Artissima: avremmo un solo ufficio stampa, un solo consiglio di amministrazione e spingeremmo le persone a lavorare insieme, come ora non succede. Sono io il primo a chiedere di non rivedere a ribasso la manovra di assestamento perché sono convinto che questo settore ha già dimostrato di avere un grande senso di responsabilità e credo che altro non si possa chiedere”.

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“E’ grave che il governo nazionale abbia cambiato idea, e ora ci neghi la possibilità di utilizzare i fondi risparmiati durante la costruzione degli impianti olimpici per la gestione degli impianti stessi dopo il grande evento di Torino 2006. Assicurazioni in senso positivo erano giunte anche dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Deve essere chiaro che senza quei soldi gli impianti olimpici hanno il destino segnato: la demolizione. Non è pensabile che degli Enti locali gestiscano da soli impianti sportivi di rilievo mondiale e di così alta specializzazione, che comportano spese di gestione e di manutenzione al di fuori della portata dei bilanci delle amministrazioni locali”.
Il presidente e il vicepresidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e Gianfranco Porqueddu (quest’ultimo anche titolare della delega allo Sport e al Postolimpico) prendono posizione contro la decisione del governo nazionale, comunicata oggi alla Camera dei deputati, di negare la possibilità di trasferire alla gestione postolimpica degli impianti i soldi accantonati durante la fase della costruzione, pari a circa 40 milioni di euro.
“Ringraziando l’onorevole Stefano Esposito e i parlamentari piemontesi che hanno presentato e sostenuto alla Camera la mozione che chiedeva lo stanziamento delle risorse a favore della Regione Piemonte per la gestione degli impianti” concludono Saitta e Porqueddu “sottolineiamo che quella del governo è una scelta irresponsabile. Noi siamo pronti a restituire gli impianti, e il governo dovrà prendersi la responsabilità di gestirli direttamente o di abbatterli”.

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(AGENPARL) –  “Per le Olimpiadi di Torino fu costituita l’Agenzia Torino 2006 a cui fu dato un miliardo di euro per la realizzazione di tutti gli impianti. Da questa gestione sono avanzati 80 milioni di euro. Noi chiediamo che 40 degli 80 milioni vengano utilizzati per la manutenzioni degli impianti olimpici e soprattutto per la promozione turistica delle valli olimpiche”. L’on. Stefano Esposito (Pd) ha spiegato all’AgenParl la mozione bipartisan, di cui è primo firmatario, con la quale, viene chiesto al Governo di liberare le risorse dell’Agenzia Olimpica Torino 2006 a favore della Regione Piemonte.

“Stranamente il Governo questa mattina, invece di dare il parere, ha chiesto un rinvio – continua -. Non possiamo più aspettare perchè la stagione invernale sta per iniziare, siamo molto increduli di fronte ad un Governo che non intende liberare queste risorse che, sia ben chiaro, non pesano sul bilancio dello Stato perchè sono già in possesso dell’Agenzia Torino 2006”.

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Approvato nella prima giunta comunale di Piero Fassino a Torino ieri pomeriggio, il taglio dei budget assegnati agli assessori: “abbiamo deciso una linea di contenimento e rigore” ha detto Piero Fassino uscendo dalla Sala rossa. Il budget passera’ dai 120mila euro all’anno oggi a disposizione di ogni assessore, a 90mila euro, con un risparmio annuo che si aggira sui 700mila euro. Ora la proposta dovra’ essere approvata in consiglio Comunale.

Due le modalita’ di lavoro indicate da Piero Fassino agli assessori durante la prima giunta comunale del suo mandato: fare squadra, lavorando in modo condiviso e collegiale pur mantenendo ognuno la specificita’ delle proprie deleghe, e lavorare costruendo un dialogo con la citta’ perche’ “il governo di una grande citta’ non si esaurisce nell’attivita’ deliberativa -ha spiegato Fassino- ma e’ necessario costruire un dialogo con la societa’ torinese e i suoi abitanti”.Il primo cittadino ha poi dettato le prossime scadenze: lunedi” si svolgera’ la conferenza dei capigruppo in vista del primo consiglio comunale convocato per il 15 luglio alle 16,30 in cui dovra’ essere eletto il presidente del consiglio comunale. Poi il 5 luglio, Fassino dovra’ presentare al consiglio comunale le linee programmatiche del suo mandato “per questo -aggiunge Fassino- ho chiesto a ogni assessore di farmi pervenire nei prossimi giorni una nota che riassuma gli obiettivi strategici e le scadenze che ogni assessore ritiene prioritarie da collocare dentro gli indirizzi strategici”. E il primo cittadino annuncia che, dopo gli incontri con il presidente della Regione, Roberto Cota e della Provincia, Antonio Saitta, che si svolgeranno domani, nelle prossime settimane convochera’ un incontro con i presidenti delle circoscrizioni appena eletti “per avviare anche con loro -conclude- le procedure di condivisione necessarie per il governo della citta’”. (Adnkronos)

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Il Sindaco di Torino ha annunciato il team che dovrà guidare l’amministrazione cittadina nei prossimi cinque anni.

In questi giorni i giornali hanno raccontato dello sforzo del Sindaco e hanno – sulla base delle loro informazioni – dato conto delle mie discussioni con Fassino sulla composizione della squadra. Nei giorni passati non ho rilasciato dichiarazioni ai giornali in modo da non disturbare il lavoro del Sindaco.

Ora che gli organi di governo sono completati, desidero fare alcune considerazioni.

 

1) Ho sempre detto che la titolarità nella scelta degli assessori é in capo al Sindaco. Ogni responsabilità grava su di lui. Alle forze politiche il compito di fare proposte ed, eventualmente, osservazioni sulle scelte fatte.

2) Ho sempre sostenuto pubblicamente che alla città serve una squadra autorevole, forte, un dream team in grado di rispondere alle difficoltà del tempo presente. Ho suggerito a Fassino, anche tramite i media, di volare alto, di scegliere il meglio per la città senza farsi condizionare dalle logiche di partito o di corrente. In tal caso – ho affermato anche sui media – io avrei appoggiato in ogni modo questa scelta, senza avanzare alcuna richiesta.

3) Ho preso atto che, per motivi vari, il Sindaco era intenzionato a scegliere gli assessori in massima parte nell’ambito del nostro mondo politico. Ho cercato di capire le logiche delle scelte e ho chiesto che venissero applicate a tutti con equità.

Non ho condiviso il criterio con cui sono stati individuati gli assessori uscenti da confermare nell’incarico, non perché contesti le conferme di De Alessandri, Passoni e Curti, ma perché ritengo che altri assessori della Giunta Chiamparino abbiano dato buona prova di sé nella gestione, abbiano raccolto un giudizio favorevole col voto degli elettori e pertanto avrebbero potuto essere confermati nella squadra.

4) Ritengo che la rappresentanza del Partito Democratico all’interno della Giunta non risponda ad un criterio chiaro. Si é scelto sul numero di voti? Sulla competenza professionale? Sul curriculum  politico precedente? Sulla presenza dentro il consiglio comunale delle varie aree culturali? Non ho capito il criterio.

5) Credo che la collaborazione che il sottoscritto e tutti coloro che mi hanno sostenuto alle primarie hanno dato nella campagna elettorale avrebbe meritato una maggiore attenzione politica. Noi non ci vogliamo atteggiare ad una minoranza interna, ma essere collaborativi nella costruzione di un progetto politico, a condizione di essere considerati come tali e non come un fastidio da sopportare.

6) Il Sindaco ha ritenuto di affidare a Claudio Lubatti, mio sostenitore alla primarie, il ruolo di assessore alla viabilità e ai trasporti. Considerate le modalità con cui è stata costruita la Giunta comunale, ritengo che i cinque consiglieri eletti che fanno riferimento all’area politica che mi ha sostenuto meritassero una rappresentanza in Giunta numericamente più consistente. Viabilità e trasporti sono comunque un tema su cui, anche nelle primarie, Fassino ed io abbiamo espresso posizioni affini e pertanto credo che il nuovo assessore potrà fare un buon lavoro senza venir meno alle battaglie politiche che insieme abbiamo condiviso.

 

D’ora innanzi i componenti della nuova Giunta saranno gli amministratori di tutti noi, al di sopra delle divisioni di parte. Buon lavoro alla nuova Giunta, che é chiamata ad un difficile compito. Tutti coloro che con me hanno collaborato nelle primarie porteranno un contributo, libero e forte, a questa appassionante sfida.

Davide Gariglio

 

 

 

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