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Archive for the ‘Internet e nuovi media’ Category

Nasce oggi a Torino il nuovo servizio per  ”l’indipendenza nella stampa”: Print To Print. Uno strumento di lavoro semplice per chiunque voglia acquistare stampati di qualità in tempi rapidissimi e a prezzi competitivi.

È on-line dal 4 luglio il nuovo sito di servizi per la stampa: http://www.printtoprint.com./

Ages Arti Grafiche, azienda leader nel settore, ha inaugurato il nuovo portale multifunzione dedicato al mercato della stampa on-line. “È uno sforzo che abbiamo fatto per offrire uno strumento di lavoro assolutamente professionale ma  allo stesso tempo intuitivo nell’utilizzo” ci dice Maurizio Catasso direttore generale dell’Ages “e credo che ci siamo riusciti!”.

50 anni di attività ad altissimo livello professionale e qualitativo hanno portato Ages ad affermarsi sul difficile mercato europeo degli stampati di qualità.

L’Ages ha raccolto questa sfida e Print to Print è la migliore risposta esistente sul mercato alla competizione che la civiltà digitale, veloce e sempre on-line, richiede ai produttori di carta stampata. Dal “Print” impartito sul computer  del consumer fino al “Print” di migliaia di stampati di qualità  realizzati da Ages ogni giorno nello stabilimento di Torino.

Print To Print si offre quindi come lo strumento migliore sia per gli operatori del settore della stampa, sia per tutti coloro che hanno necessità di avvicinarsi al mondo della stampa di qualità per esigenze personali o professionali.

Questo e molto altro ancora l’Ages realizza e vi propone di provare.

“Finalmente uno strumento flessibile, semplice e completo”,

“Con pochi click ho ordinato quello che mi serviva: così si lavora!”,

“Stampano bene e i prezzi sono davvero concorrenziali”,

i nostri beta-tester hanno colto tutti gli elementi che vogliamo proporre. E’ davvero un buon inizio!

 

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Nella seduta del 20 aprile il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge n. 110 “Interventi a sostegno della realizzazione di servizi di accesso WI-Fi gratuiti e aperti” presentato dal vicepresidente di minoranza e sottoscritto da esponenti di diversi gruppi politici.
L’approvazione è avvenuta dopo l’inserimento di due emendamenti di precisazione nel breve testo (quattro articoli). La proposta ampiamente condivisa anche in Commissione è stata illustrata unitariamente dal relatore di maggioranza (il presidente della VI Commissione) e di minoranza (il vicepresidente dell’Assemblea).
Come spiegato nella relazione, la nuova legge elimina “l’obbligo di identificazione degli utenti ed il monitoraggio delle connessioni da questi effettuate; tutti gli esercizi commerciali o circoli privati che non hanno come attività principale la fornitura al pubblico dell’accesso ad Internet sono ora esonerati dal richiedere l’autorizzazione in questura: tale obbligo rimane soltanto per gli Internet Point”.
Questo nell’alveo del decreto “Milleproroghe”, dello scorso dicembre, con il quale il Governo ha deciso di abolire gli obblighi del Decreto Pisanu del 2005 che avevano fortemente condizionato la diffusione del wi-fi pubblico.
Per l’applicazione della legge lo stanziamento previsto, per il 2011, è di 750 mila euro destinati alla erogazione dei contributi, o voucher, per i soggetti che offrono al pubblico il servizio di accesso wi-fi.
La Regione si impegna, invece, ad installare access point pubblici gratuiti presso ogni sua sede, oltre a promuovere attività di informazione e di sensibilizzazione dirette a diffondere la conoscenza dei servizi di accesso wi-fi gratuiti e ad incentivarne l’utilizzo.
Sarà il regolamento di attuazione della Giunta regionale (da emanarsi entro 60 giorni) a definire criteri e modalità per l’erogazione dei contributi e dei voucher.
La norma quindi intende rimuovere gli ostacoli che non permettono ai cittadini di utilizzare i canali informativi e conoscitivi on line, favorendo nel contempo la riduzione del divario di accessi alla rete tra le diverse aree territoriali (c.d. digital divide) che costituisce un rischio per la competitività del Piemonte.
È anche stato approvato all’unanimità un ordine del giorno collegato, presentato dal gruppo consiliare 5 Stelle, che “impegna la Giunta ad adoperarsi presso il Governo nazionale al fine di suggerire una revisione” normativa per “garantire la sicurezza delle installazioni di apparecchi di rete senza pregiudicare la diffusione dell’accesso libero” alla rete da parte di tutti i cittadini in tutto il territorio nazionale.

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di Fabio Malagnino

La Commissione Europea definisce Agenda Digitale la strategia per una fiorente economia digitale entro il 2020; indica politiche ed azioni per massimizzare il beneficio della Rivoluzione Digitale a vantaggio di tutti.

Molti studi indicano che i differenziali di crescita e di produttività che si sono sviluppati negli ultimi 10 anni tra i principali Paesi sono spiegati dalla diversa intensità con cui imprese, Pubbliche Amministrazioni e individui hanno investito in ICT.

Secondo il centro studi di Confindustria un maggiore sfruttamento dell’ICT nel 1997-2007 avrebbe condotto a un PIL italiano più alto del 7,1%.

Secondo dati recenti Istat, in Piemonte solo il 7,4% dei Comuni si è dotato di una strategia digitale.

In Provincia di Torino solo il 50% della popolazione accede a internet regolarmente e il 59% possiede linee a banda larga. Il divario digitale colpisce in maniera importante le fasce di età elevate e i giovani tra i 15-24 anni a bassa scolarizzazione.

 

Crediamo che Torino abbia tutte le potenzialità e le competenze per raccogliere la sfida europea e mettersi al passo con le città che già oggi adottano straregie digitali

Per questo abbiamo costituito il Comitato Torino Città Digitale a cui hanno aderito esponenti del mondo delle professioni, dell’accademia, dell’informazione accomunati da un obiettivo comune: fare di Torino la prima città italiana al passo con l’Agenda Digitale europea.

Ci presenteremo ufficialmente lunedì 4 aprile alle ore 11 presso il Circolo dei Lettori a Torino

 

Vogliamo proporre una serie di azioni concrete per fare uscire le nostre realtà locali dal Medioevo digitale in cui sono relegate.

Le azioni saranno elaborate in queste settimane in maniera aperta, collaborativa e condivisa sul sito http://www.torinodigitale.it.

Ogni persona potrà liberamente commentare, apportare modifiche, integrare le proposte contenute.

Al termine di questo percorso sottoporremo le nostre proposte ai candidati Sindaco di Torino di tutti gli schieramenti e su queste chiederemo la loro condivisione.

Di più, chiederemo al Sindaco di farsi carico di almeno un’azione per ogni anno di mandato.

Chiederemo che ogni azione venga comunicata ai cittadini e “spiegata” in modo da dare il massimo della visibilità agli aspetti innovativi introdotti e utilizzabili dalla cittadinanza.

Da Torino vogliamo proporre un modello di partecipazione che tutti i comuni italiani possono adottare, in particolare i 1300 comuni e le 4 grandi città che andranno al voto in primavera, adattando le proposte al loro contesto.

 

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Sapevamo di dare fastidio. Ma non pensavamo che arrivassero a tanto.
Non abbiamo la presunzione di pensare che i nostri nemici siano molti. Però ci sono. La dimostrazione è che oggi 16 marzo il sito d’informazione http://www.nuovasocieta.it ha subito un attacco. Un vero e proprio boicottaggio. Per ore e ore siamo rimasti oscurati a causa di uno sporco gioco messo in atto da vigliacchi senza volto, capaci solo di colpire alle spalle.
In questi anni www. nuovasocieta.it ha dimostrato di essere una voce libera: abbiamo informato quotidianamente i nostri lettori su quanto accadeva in Italia e nel mondo.

Ci siamo conquistati uno spazio importante, scrivendo di attualità, politica, cronaca, esteri e di quant’altro sia collegato con la notizia, la sua verifica, la sua analisi.
Ma siamo andati oltre. Con i nostri editoriali abbiamo voluto colpire Golia, chi ci governa e dire senza peli sulla lingua, a volte con l’innocenza dei fanciulli, che “il re era nudo“.
Non abbiamo lesinato bastonate neppure alla sinistra, colpevole a nostro avviso di essere troppo passiva in questo momento così importante politicamente e storicamente per il nostro Paese.

Una sinistra che è diventata spesso e volentieri complice della destra e del massacro culturale perpetuato. Insomma abbiamo fatto il nostro lavoro di liberi giornalisti.

Perdonateci se vi sembriamo in queste righe retorici o pieni di boria. Ma siamo talmente orgogliosi e fieri di quanto è stato fatto che questo attacco non ci riempie di rabbia, ma ci fa soltanto sorridere. Pensiamo a quanto saranno stati felici i protagonisti dello scherzetto quando hanno visto realizzato il loro sogno: far chiudere il loro incubo peggiore!

Non abbiamo tempo da perdere dietro alle loro beghe da condominio. Noi non siamo chiusi.
Come abbiamo detto all’inizio abbiamo dei nemici. Sicuramente sono meno dei diecimila lettori che quotidianamente ci visitano.

Ed è proprio per questi diecimila e per tutti quelli che da oggi decideranno di sostenerci leggendoci che i redattori e i collaboratori di Nuovasocietà continueranno a percorre la strada che abbiamo intrapreso, prima sul cartaceo ed ora sulla Rete.
Continuino pure a ridere. È l’unica cosa che gli rimane da fare per sentirsi vivi e nascondere a se stessi che sono solo dei servi di un padrone che dicono di odiare e che invece, con i loro gesti, rendono ancora più grande,

Se ne facciano una ragione: Nuovasocietà non è morta oggi e non morirà neppure domani!

Il comitato di redazione di Nuovasocietà

 

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E. MO.
TORINO

Torino, o meglio la Circoscrizione 2, avrà la sua «piazza Wired» con wi-fi gratuito per navigare in Internet. Sono 150 le città che hanno aderito alla proposta della rivista Wired di festeggiare il 17 marzo creando una rete wireless nazionale dove con un unico account e un’unica password tutti possano navigare gratis in tutta Italia. La Circoscrizione 2 non si è lasciata sfuggire l’occasione. «Appena ho visto la proposta – dice il vicepresidente Marco Muzzarelli – ho provato a partecipare al bando proponendo che una delle piazze fosse nel nostro territorio».

Nell’elenco di 150 città, Torino è l’unica che partecipa come Circoscrizione. «Nel bando – spiega Muzzarelli – era consentita la partecipazione a tutti gli enti locali. Non è arrivata la richiesta da Torino, quindi la nostra candidatura è stata accettata». Entro un mese, se non ci saranno intoppi burocratici, il kit wi-fi sarà installato. Dove, ancora non si sa. La piazza collegata al wi-fi sarà scelta nei prossimi giorni, probabilmente Cascina Giaione o Parco Rignon.

da http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/tecnologia/articolo/lstp/393629/

 

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di Michele Lombardo

Si apriranno alle 8 di domenica prossima, 27 febbraio, i seggi delle primarie di Torino, che individueranno il candidato sindaco del centrosinistra alla successione di Sergio Chiamparino, in occasione delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimi.
Sotto la Mole – tra gazebo, teatri, circoli culturali e sedi di partito – si confronteranno cinque nomi, cinque diverse sensibilità e storie. E non c’è dubbio che tra gli obiettivi dei candidati Curto, Fassino, Gariglio, Passoni e Viale ci sia anche quello di far breccia tra i giovani, spesso politicamente “assopiti”, ed è sicuramente anche per questo che le campagne elettorali non possono più fare a meno di una presenza sulWeb.

WWW VOTATE PER ME
Ogni campagna ha il suo slogan, e ogni slogan ha il suo sito, che lo riprende nel linguaggio, nella grafica e nei colori. È l’arancione a spiccare nella pagina di Michele Curto, 30 anni, fondatore dell’associazione Terra del Fuoco. Curto ha scelto proprio l’arancia come simbolo della sua candidatura e, al grido di “non vogliamo essere spremuti”, “abbiamo la buccia spessa” e “liberi dalle influenze” distribuirà 100mila arance che arrivano dalle terre calabresi sequestrate all’ndrangheta.
Hanno invece deciso di tingere il loro sito dei colori cittadini, blu e giallo, i due candidati espressi dal Partito DemocraticoPiero Fassino, 61 anni, lancia sul web la sua idea di “Gran Torino” in dieci idee; nell’home page in cui salta all’occhio un timer per il conto alla rovescia di giorni, ore, minuti e secondi che ci separano dalle Primarie e viene raccolto l’appoggio di molti “testimonial”, personaggi notigente comuneDavide Gariglio – ex presidente del Consiglio Regionale – gioca invece sulla parola “Energia”, e nel chiedere “Nuove Energie Torinesi” sceglie un sole stilizzato come logo, affida ad un video linkato in home page i punti salienti della sua campagna e, come Fassino, individua “10 buone ragioni” per votarlo.
La candidatura di Gianguido Passoni si lega invece all’espressione “Torino Bene Comune”: non solo uno slogan, ma l’esperimento di una piattaforma di partecipazione democratica “dal basso”, attiva già da alcuni mesi, che ha invitato i cittadini a proporre tramite il web nuove idee per la città, poi sintetizzate ed elencate grazie anche all’ausilio dei social network. Uno “strumento senza copyright” nato per accendere una discussione, che costituisce sicuramente un’iniziativa originale dal punto di vista dell’utilizzo delle nuove tecnologie.
Silvio Viale, presidente dei Radicali Italiani e medico all’ospedale Sant’Anna, sceglie invece “Passione Torino” come parola chiave. I punti fondamentali della sua campagna hanno visibilità principalmente sull’homepage dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, di cui è il presidente.

CANDIDATI 2.0
Nell’era dei social network la campagna elettorale non poteva non passare dal Web 2.0, e in prima fila – com’era prevedibile – c’è FacebookCurto utilizza la sua pagina soprattutto per segnalare appuntamenti e incontri della sua campagna; Fassino, invece, sceglie anche di sintetizzare in bacheca anche alcuni spunti e idee alla base del programma politico; Gariglio sembra affidarsi invece maggiormente alla pubblicazione diimmagini e link. Un caso un po’ diverso è quello di Passoni, che su Facebook resta legato alla pagina di “Torino Bene Comune”, che anche in questo caso sceglie di sintetizzare alcune delle idee che il candidato propone per la città. Anche Viale predilige la pubblicazione di link di articoli legati ai temi più cari alla sua campagna, o semplicemente spunti di riflessione e approfondimento.
Può essere sicuramente interessante osservare i commenti e il dibattito degli utenti che si sviluppano nelle varie pagine. Non sembra emergere nella maggior parte dei casi un’interazione diretta tra i candidati e i visitatori; a Facebook insomma sembra essere affidato un ruolo sostanzialmente di “vetrina“. Scopo per il quale FassinoPassoni si affidano anche a Twitter. Qui Curto è l’unico che prova a lanciare un esperimento di comunicazione “virale”, proponendo infatti di condividere un messaggio e diffonderlo tra i propri followers.
Gariglio e Fassino si affidano a video e foto, con un proprio canale su Youtube e Flickr. La scelta di utilizzare i video spicca anche nelle home page di Curto.

L’IMMAGINE E’ TUTTO?
L’immagine, non c’è dubbio, diventa sempre più importante nella competizione elettorale, vista la crescente importanza degli strumenti Web, che prediligono la rapiditàl’immediatezza. Ma è davvero la prima impressione quella che conta? Pur continuando a sperare che, almeno in politica, le idee riescano sempre ad essere più forti della loro confezione, un giro su internet può rivelarsi molto utile per farsi un’idea sullo stile e sulla proposta di un candidato, senza dimenticare le potenzialità del Web come punto di partenza per approfondire i contenuti.
Lascia forse un po’ a desiderare la comunicazione delle Primarie come appuntamento in sé, con informazioni concrete sulle modalità e regole di partecipazione: ogni candidato le diffonde con i propri canali, ma manca – ad esempio – un sito unitario dedicato all’evento.
Dopo aver curiosato su internet, sarà interessante osservare – indipendentemente dalla scelta di prenderne parte – come si svolgerà questa consultazione nella nostra città, considerando anche che a livello nazionale non mancano dubbi, incertezze e discussioni intorno allo “strumento primarie”, che negli ultimi mesi ha già coinvolto altre città, disegnando ora scenari di serena e positiva partecipazione popolare, ora polemiche e difficoltà.

da: http://www.digi.to.it/

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“Questa mattina abbiamo constato che il mio sito personale non era più on-line perché sottoposto al vigliacco attacco di un hacker. Si parla tanto di democrazia di internet: è questa la democrazia del cyberspazio?”. Questa la denuncia di Claudia Porchietto, assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale della Regione Piemonte.

“Sono molto dispiaciuta per questo atto di violenza contro la libertà di pensiero – spiega Porchietto – non è infatti la prima volta che siti di eletti del Popolo della Libertà subisce attacchi di questo tipo da parte di pirati informatici”.

“Presenterò regolare denuncia – conclude Porchietto – sperando che la Polizia Postale possa rintracciare il colpevole. Ma soprattutto spero che questo clima di intolleranza e violenza verso il pensiero di una parte politica che sta crescendo di giorno in giorno, soprattutto nella nostra città, possa finire in tempi rapidi: è necessario da parte di tutti gli esponenti politici e di tutti i principali protagonisti della società torinese riportare il dibattito politico nei confini di un sano e rispettoso confronto civile, facendo fronte comune contro la violenza di pochi”.

http://www.claudiaporchietto.it

 

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