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Archive for dicembre 2010

 

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Tra le grandi città in cui nel 2011 si terranno le elezioni amministrative Torino è probabilmente quella in cui la macchina elettorale si sta muovendo con maggiore ritardo.

Dopo il forfait del Rettore del Politecnico, Profumo, si è scatenata una vera girandola di nomi nel centrosinistra che solo in questi giorni si sta focalizzando intorno ai nomi di Fassino, Placido, Gariglio e Ardito, in attesa di Tricarico e di un nome ancora ignoto in quota SEL.
Il centrodestra pare oscillare tra Coppola e Coppa, ma in questo momento la sua strategia è estremamente attendista, quasi fosse anch’esso in attesa delle primarie del centrosinistra fissate al momento per il 13 febbraio.

Questa situazione permette di tralasciare in questa prima analisi l’eventuale effetto candidato, per concentrarsi sulla forza delle coalizioni sotto la Mole.
questo link si trova un excel contenente i risultati delle elezioni regionali 2005, politiche 2006, comunali 2006, politiche 2008, provinciali 2009 e regionali 2010 così come riportate dal servizio elettorale1 del Comune di Torino: tutte le tornate elettorali degli ultimi sei anni ad eccezioni delle europee 2009, proprio per prendere in considerazione solo le elezioni in cui si puntava all’elezione di una carica monocratica. La forte connotazione personalistica data alle elezioni politiche nella II Repubblica permette di considerarle, da questo punto di vista, paragonabili alle elezioni amministrative.

Il quadro che emerge è abbastanza chiaro: Torino è una città di centrosinistra. Nelle tornate elettorali prese in considerazione il centrosinistra ha oscillato tra il 46,14% ed il 63,62% (media 54,95%, deviazione standard 6,91%), mentre il centrodestra ha ottenuto una forbice che spazia tra il 32,16% ed il 42,47% (media 38,37%, deviazione standard 3,45%).

È bene evidenziare il fatto che per consultazioni elettorali differenti i concetti di centrodestra e centrosinistra sono a loro volta differenti: la geometria e la composizione delle coalizioni è variata più volte nel corso degli anni, e con essa la presenza o meno delle cosiddette terze forze.

Facendo i dati riferimento ai risultati ottenuti dalle liste e non dai candidati, la bassa deviazione standard che emerge osservando i dati del centrodestra permette di trarre una prima importante conclusione: i risultati di tale coalizione restano grosso modo sempre gli stessi indipendentemente dalla competizione elettorale. Questo significa che il numero di votanti della coalizione di centrodestra, a Torino, è fortemente correlato con il numero dei votanti in generale, e l’affluenza non ha pertanto grossi impatti su questa parte politica.
Al contrario, è evidente che il fenomeno del non-voto – così come il diverso richiamo alle urne che suscitano competizioni di tipo differente – provoca di volta in volta delle oscillazioni piuttosto sensibili sulla coalizione di centrosinistra, ribadendo il cronico problema che attanaglia questa parte politica da diversi anni a questa parte, ovvero la capacità o meno di portare alle urne i propri simpatizzanti.

Se si osserva nel dettaglio il rapporto tra i partiti della coalizione, diventa interessante misurare da un lato l’andamento relativo tra PdL e Lega, e dall’altro quello tra PD, IdV e SEL.

In entrambi gli schieramenti principali si assiste, dopo il 2008, ad un repentino e violento calo percentuale dei partiti principali (PdL e PD) in favore delle forze di minoranza (Lega da una parte e IdV e SEL dall’altra).
La causa dietro a questo fenomeno è evidente: se si osserva l’andamento dell’IdV si nota una violenta cesura tra il 2006 ed il 2008 con un passaggio da meno di 10.000 voti ad oltre 30.000 preferenze; tra il 2008 ed il 2010, tuttavia, le simpatie per il partito di Di Pietro si sono mantenute su un livello pressoché stabile. Un discorso analogo, anche in termini di cifre, può essere fatto per la Lega Nord, mentre Sinistra Ecologia e Libertà presenta una serie storica troppo breve per essere presa in esame in questo tipo di analisi.
La stabilità di Lega e IdV, a fronte di un accrescimento del loro peso a livello di coalizione, implica che esiste una diaspora di consensi nel PD e nel PdL che, se da un lato si compensa a livello di rapporti di forza tra le coalizioni, dall’altro muta in maniera molto evidente la composizione delle coalizioni stesse.
Ancora più importante, questa analisi permette di capire come il principale nemico di PD e PdL sia l’astensionismo. Il cannibalismo che Lega e IdV hanno esercitato all’interno delle rispettive coalizioni non è legato ad un vero e proprio travaso di consensi, ma alla capacità di mantenere – senza accrescere – il proprio elettorato mentre quello dei partiti “maggiori” calava o si disperdeva su altre formazioni.
Naturalmente non bisogna dimenticare un certo margine di errore nei risultati ottenuti, dovuto alla presenza o all’assenza di liste civiche all’interno delle coalizioni, liste che storicamente “pescano” in maniera più evidente nei partiti di maggiori dimensioni. La tendenza è tuttavia innegabile.

Esaminando lo scenario cittadino dal punto di vista geografico, si vede come il centrodestra sia in grado di prevalere unicamente nella circoscrizione più centrale di Torino (Circoscrizione I: Centro – Crocetta) e di essere vicino al pareggio nella Circoscrizione VIII (San Salvario – Borgo Po – Cavoretto). In tutto il resto della città il centrosinistra prevale senza eccessive difficoltà, specie nelle sue roccaforti delle circoscrizioni II, V e X.

Prendendo in considerazione, infine, il peso relativo delle circoscrizioni, si colgono alcuni accenni ditrend – salita della VIII e calo della VI su tutti – in un’ottica tuttavia di sostanziale stazionarietà, sintomo che le differenze di affluenza legate alle differenti competizioni elettorali e alle evoluzioni del fenomeno dell’astensionismo colpiscono in maniera abbastanza uniforme a livello cittadino, quindi in maniera abbastanza scorrelata dalla composizione elettorale del campione formato dagli abitanti di una data circoscrizione.
Si arriva quindi ad un’apparente contraddizione: la variabilità del voto incide soprattutto a sinistra, eppure il peso delle circoscrizioni resta invariato, suggerendo una partecipazione proporzionale malgrado i vari quartieri di Torino presentino risultati anche molto diversi tra loro. Non si notano in sostanza cali significativi di rappresentanza delle circoscrizioni più di sinistra in concomitanza con le elezioni che hanno riservato gli esiti peggiori per la coalizione progressista.
In realtà questi due dati consentono di inquadrare meglio il fenomeno dell’astensionismo relativamente all’area torinese: non vi è un problema – o almeno non è il problema principale – a livello della base storica del partito, ma al contrario vi è molta delusione nel cosiddetto ceto medio progressista, la gente di sinistra non tanto per rivalsa sociale o necessità storica, ma per l’ideale di un mondo migliore, più ecologico, più equo, più meritocratico.
Una fascia di elettorato non collocabile geograficamente ma al tempo stesso sufficientemente numerosa da determinare pesantemente l’esito della prossima competizione elettorale.

fonte: http://cittademocratica.blogspot.com/

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Saranno dedicati ai 150 anni dell’Unità d’Italia i fuochi d’artificio che tradizionalmente il Comune di Torino organizza nella notte di San Silvestro.  Alla mezzanotte di venerdì 31 dicembre il benvenuto al 2011 sarà dato dallo spettacolo pirotecnico allestito ai Giardini Ginzburg di corso Moncalieri, proprio davanti ai Murazzi. Nel medesimo parco sarà innalzata una gru alla cui sommità sarà appeso un display per il conto alla rovescia. Le scie colorate e luminose create dalla prestigiosa Ditta Panzera, accompagnate da un sottofondo musicale in tema, dureranno all’incirca una ventina di minuti. Il modo migliore per assistere allo spettacolo di mezzanotte è sostare sulla ‘balconata’ di corso Cairoli o scendere sulla banchina dei Murazzi.  Clou dei festeggiamenti sarà anche piazza Vittorio Veneto dove i locali pubblici saranno aperti fin oltre il brindisi di Capodanno mentre sarà in funzione la patinoire allestita sull’esedra tra le vie Plana e della Rocca. Queste le limitazioni al traffico previste: corso Moncalieri (tra piazza Gran Madre e corso Fiume) dalle 23,30 alle 0,30.  Nello stesso orario, a seconda dell’affluenza di pubblico, sarà possibile la chiusura di corso Cairoli e piazza Vittorio Veneto. Sono intanto ancora in vendita fino a giovedì 30 dicembre i biglietti della festa di Capodanno riservata agli over 60 al Palasport di Parco Ruffini (venerdì 31 a partire dalle 21,30) e organizzata da Palazzo Civico in collaborazione con l’Associazione Alma ed Eventiduemila. Informazioni allo 011/363268 (orario dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18).

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In primavera la viabilità del centro torinese sarà rivoluzionata. In seguito ad una mozione presentata dal consigliere comunale Stefano Gallo (Pd) e all’incontro tra l’assessore alla viabilità con alcune associazioni di ciclisti torinesi, partirà la sperimentazione della cosiddetta “Zona 30”. La moderazione del traffico nella viabilità urbana  nelle tre direttrici scelte,via San Massimo, via delle Rosine e via Fratelli Calandra verrà realizzata da Palazzo Civico con l’utilizzo di cuscini berlinesi e chicane (ricette sperimentate con successo nel nord Europa).  Se la nuova mobilità dovesse rivelarsi positiva, la “Zona 30″ sarà estesa a tutto il centro cittadino. Piste ciclabili lungo gli assi di scorrimento e zone 30 (o “home zone”) all’interno dei quartieri.

L’allargamento della zona 30 potrebbe coinvolgere in futuro anche San Salvario nel tratto compreso tra  corso Vittorio Emanuele, Via Nizza, corso Marconi e corso Massimo, creando così una zona slow racchiusa tra la nuova pista ciclabile di via Nizza quella di Corso Marconi ed il parco del Valentino. Tutto ancora da definire, ma potrebbe essere il primo passo verso una rivoluzione ancora più marcata della mobilità del  nostro quartiere, che andrebbe ad affiancarsi (come richiesto da alcuni commercianti) alla realizzazione di una ztl San Salvario attiva solo nei fine settimana per contrastare il parcheggio selvaggio creato dal proliferare dei nuovi locali.

 

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A Torino per rifondare il Pd

 

«Un altro Pd è possibile». Sembra uno slogan ma è l’annuncio di una battaglia: quella che Paolo Gentiloni – insieme a Veltroni e Fioroni – si prepara a combattere nella direzione di giovedì e poi il 22 gennaio a Torino.
Il sondaggio Ipsos-Sole 24 Ore di ieri mostra che perfino gli elettori di sinistra pensano non ci sia alternativa a Berlusconi: ne siete consapevoli?
Fotografa una realtà allarmante per noi. Siamo nella più grave crisi, in 15 anni, di Silvio Berlusconi: crisi provocata dal definitivo tradimento della rivoluzione liberale e dalla totale assenza di riforme. Ma non succede quello che normalmente accade in tutte le democrazie: che a beneficiarne sia l’opposizione. È la conclusione più amara di questa vicenda che si è chiusa con il voto di fiducia. In fondo il documento dei 75 parlava di quest’anomalia.
Cos’è che non funziona?
Il tempo è sufficiente per fare bilanci. Quello che è certo è la rinuncia a un Pd che investe sulla propria forza, autonomia e capacità di attrarre consensi in tutte e direzioni e in modo interclassista. Si è invece scelto di auto-ridursi nella collocazione di un partito di sinistra del secolo scorso ipotizzando che in cambio ci sarebbe stata una grande rete di alleanze. Purtroppo, dopo oltre un anno, il bilancio è chiaro: l’autoriduzione c’è stata ma non ci sono le alleanze. Anzi, il Pd rischia di inseguire alleati riluttanti. I vertici del Pd dovrebbero avere l’onestà intellettuale di riconoscere che l’abbandono del Pd delle origini ha prodotto un partito più debole e più isolato che si è preoccupato di rincorrere alleanze-fantasma più che concentrarsi sui propri messaggi.
Darete battaglia alla direzione Pd di giovedì?
L’idea di strutturarci in Movimento, il Modem, e aprire un confronto è stata la scelta giusta. A maggior ragione ora che dovremo discutere l’ultima proposta di Bersani.
L’apertura da Vendola a Fini-Casini è una svolta?
Faccio fatica a considerarla tale. Noi siamo tra i più accaniti sostenitori di un Pd che non deve rassegnarsi a tornare la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto con l’alleanza di tutti i progressisti. Detto questo, non vorrei che il Pd facesse come quei calciatori che a furia di fare dribbling si perdono la palla. Io stimo Bersani ma ricordo che qualche mese fa ci fu il battesimo del nuovo Ulivo con Di Pietro, Vendola e altre forze a sinistra e poi, due mesi fa, ci fu – a sorpresa – un pranzo tra Pierluigi e Nichi in cui si confermarono le primarie e si parlò addirittura di gruppi unici. Ora, improvvisamente, il segretario annuncia una svolta nella strategia in cui sacrifichiamo le primarie in cambio di una alleanza con il terzo polo. Ma non vedo lo scambio. E più che una svolta mi sembra una mossa per bypassare le primarie.

Dunque la svolta si traduce nel mettere al riparo la premiership dai gazebo per non correre rischi?
Quello che vedo è la disponibilità a smantellare un altro pezzo di identità del Pd – dopo la vocazione maggioritaria, il bipolarismo e l’interclassismo – per evitare il rischio che le primarie comportano in cambio di qualcosa che non si vede. E che, anzi, ha la forma di una iper-Unione – da Vendola a Fini – scomodando il Cln che è stato una cosa seria e non mi pare il caso di tirare in ballo.
Nel Pd si parla di tornare a un centro-sinistra a tre gambe: la sinistra, quella estrema e poi il centro..
Noi confermiamo la nostra scommessa sul Pd. Naturalmente più si rinuncia ad alcuni pilastri del Pd, più scommettere sul Pd vorrà dire rifondarlo su un confronto interno più forte e più esplicito. È la sfida del 22 gennaio a Torino quando proporremo 4-5 idee per un centro-sinistra e per un Pd che si scrolli di dosso la sua immagine di guardiano difensore dell’esistente e di partito che se la cava chiedendo più spesa e facendo le barricate contro i tagli.
Ma lo sbocco sarà di staccarsi e diventare l’area di centro: diventare quello che oggi è Casini per Bersani?
È vero, nel partito c’è chi insegue quest’idea di tornare a Ds e Margherita ma non mi rassegno. Oggi un altro Pd è possibile. Rifondarlo è il nostro terreno di confronto. Prima di rinunciare a 15 anni di lavoro dedicati a fondare un grande partito democratico, abbiamo il dovere di una battaglia. Certo, il tempo non è infinito.
Con Veltroni e Fioroni sarete al Lingotto di Torino: parlerete di Fiat o farete finta di nulla?
Ne parleremo. Si può non condividere punto per punto la ricetta di Marchionne ma i problemi che pone sono sacrosanti e non una macchinazione del nemico o l’oscura reazione del capitalismo. La vicenda Fiat è di straordinaria positività perchè ci pone davanti a sfide che sono nazionali e internazionali. Ma a Torino faremo proposte su debito, flexsecurity, green economy e digitale.

 

fonte: http://www.ilsole24ore.com/

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Pubblico un commento che fa seguito ad altre mail che ho ricevuto in cui si chiede, oltre alla riqualificazione, uno studio sulla fattibilità di creare nuovi parcheggi su via Nizza:

Sono residente in via Nizza nel tratto in discussione e laureato in architettura. Vorrei solo mettere in evidenza la scarsità d parcheggi da circa una settimana nel tratto corso Marconi/corso Vittorio che hanno solo creato il caos per quanto riguarda la ricerca di un posto auto. Io credo che la riqualificazione con verde e piste ciclabili sia un’ottima cosa ma lo sono anche i parcheggi, sia per i residenti che per i commercianti. La larghezza di via Nizza in questo tratto è davvero esagerata e se prima ci passavano i tram al centro strada perchè ora non farne un parcheggio come potrebbe essere in corso Cosenza?oppure perchè nel tratto tra corso Marconi e via Baretti lasciare quel prolungamento del marciapiede inutile visto che ormai non c’è più il capolinea del bus 61?Non sarebbe meglio rimuoverlo così da poter creare parcheggi a lisca?In questo modo potrebbero parcheggiare circa il doppio delle macchine rispetto ai posti creati ora. Oppure visto che si vuole piantumare perchè non cercare di creare un tratto come corso Marconi con alberi in mezzo strada a dividere viale centrale e controviali con parcheggi a lisca in entrambe i sensi di marcia dove poter parcheggiare?ci sarebbero molte soluzioni ma alla fine si è scelta l’unica che a mio parere danneggia soltanto i residenti, che sono stufi di inventarsi sempre i parcheggi sperando che il mattino dopo non si ritrovino un foglietto sul parabrezza..

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230 METRI QUADRI per l’ASSOCIAZIONISMO e lo SPORT PER TUTTI

Informazioni su tutti i corsi, le attività e i progetti realizzati in città e nella provincia sud-est, dalle 450

Società Affiliate UISP, Sportello di consulenza fiscale, legale, organizzativa, per società gruppi, istituzioni,

cittadini, per costituire e gestire un’associazione. Ufficio di coordinamento e azione per le associazioni

sulle politiche sportive, culturali, sociali. Progetti per le scuole materne, elementari, medie inferiori e

superiori, corsi, gare, campionati di tutti gli sport.

Abbiamo il piacere di invitarLa all’Inaugurazione della nuova sede dell’Uisp Torino

Via Nizza, 102

Giovedì 23 Dicembre, ore 11, con brindisi e rinfresco alle ore 12,30

“Volti e voci dello Sport per Tutti”

L’Uisp si presenta dando voce ai protagonisti: polisportive e società, dirigenti, soci, praticanti e cittadini

si alterneranno al microfono per rappresentare e raccontare le varie facce dello Sport per Tutti e

dell’associazionismo nella nostra città; con loro i dirigenti UISP che anticiperanno i progetti per il 2011 e

le iniziative previste durante la campagna elettorale per richiedere ai candidati programmi che

valorizzano e riconoscano il lavoro delle istanze associative diffuse e attive nella città.

Durante la presentazione scorreranno in video le immagini delle iniziative UISP: Vivicittà, Muovitipositivo,

Matti per il Calcio; delle attività UISP: l’infanzia, la terza età, il coordinamento donne, i giovani,

l’educativa di strada …

Tanti progetti con un valore “aggiunto“, ”superiore“, perché inseriti in un contesto di presenza

territoriale diffusa, perché proiettati verso una continuità e uno sviluppo associativo, perché “non

lavoriamo per accontentare il cittadino, ma per costruire il cittadino“.

Il cittadino della nostra “mission“ non utilizza servizi, eventi, attività… partecipa alle diverse occasioni

associative, è protagonista di una cultura del benessere e del tempo libero, è parte centrale di una

progettualità che si sviluppa in una visione di cittadinanza, che mette al centro la persona e la sua

volontà, la metodologia è il colloquio per costruire insieme riconoscersi .

Uisp e le società che si presenteranno giovedì lavorano da anni nei tanti luoghi di questa città, in alcuni

casi con contributi istituzionali, riferiti ad alcuni progetti (oggi però sempre più ridotti), ma innanzitutto

il loro lavoro è organizzato in autofinanziamento e con il volontariato.

Un’associazione che, pur di fronte ad una crisi sociale e politica, regge e si propone ancora come un

grande movimento su temi importanti e come risorsa per la costruzione democratica del paese, un

associazione che libera tutte le sue forze ed energie sul territorio con l’organizzazione di eventi, attività,

servizi e tanto altro e che dà anche lavoro a migliaia di persone e a moltissimi giovani.

Da questa realtà può venire una risposta alla crisi, perché interveniamo anche nella povertà.

Uisp per questo anno sportivo ha bloccato i costi delle attività e promosso con alcune società una “borsa

sportiva” per regalare ai bambini corsi gratuiti di sport, per aiutare i lavoratori in crisi.

IL VOLONTARIATO GENERATO DALL’ASSOCIAZIONISMO SPORTIVO è disponibilità a sopportare il rischio di

una scommessa mai garantita, disponibile a spendersi con creatività per qualcosa di bello e giusto, dando

forma e concretezza al valore mentre lo si afferma.

Il nostro sport lo “Sport per Tutti” è Associazionismo, un aspetto dell’evoluzione della società

contemporanea; noi crediamo che l’associazionismo, per il fatto stesso di estendere il territorio della

politica oltre i confini ristretti a cui essa si applica normalmente, di introdurre esigenze legate alla

mentalità diffusa, al costume, alla cultura e alla sensibilità delle persone, per il fatto di svolgere in certi

momenti un attività consapevolmente formativa, andrebbe riconosciuto come un interlocutore di grande

interesse e come un possibile terreno di rinnovamento della politica.

 

Giovedì 23 Dicembre, ore 11

nuova sede dell’Uisp Torino

Via Nizza, 102

 

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