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Archive for luglio 2010

Parte questo fine settimana la campagna dell’Assessorato alla Polizia
Municipale del Comune di Torino destinata ai frequentatori dei locali pubblici per ricordare loro i rischi della guida sotto l’influenza dell’alcol.

Sottobicchieri, tovagliette, e adesivi con lo slogan “Non berti la patente”
saranno distribuiti dagli Agenti della Polizia municipale oggi pomeriggio, ai titolari dei locali del Quadrilatero Romano, dei Murazzi, di piazza Vittorio Veneto e di San Salvario.

La campagna, che consta di 880 manifesti, 20 mila adesivi, 20 mila sottobicchieri e 10 mila tovagliette, ricorda attraverso slogan e disegni quanto è previsto dal Codice della Strada in caso di guida in stato di ebbrezza.

“Non vogliamo trasmettere messaggi inquietanti – spiega l’assessore alla
Polizia Municipale Domenico Mangone – ma cercare di responsabilizzare
soprattutto i più giovani ricordando che l’abuso di alcol rappresenta
un grave rischio per loro e per gli altri”.

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Parte questo fine settimana la campagna dell’Assessorato alla Polizia
Municipale del Comune di Torino destinata ai frequentatori dei locali pubblici per ricordare loro i rischi della guida sotto l’influenza dell’alcol.

Sottobicchieri, tovagliette, e adesivi con lo slogan “Non berti la patente”
saranno distribuiti dagli Agenti della Polizia municipale oggi pomeriggio, ai titolari dei locali del Quadrilatero Romano, dei Murazzi, di piazza Vittorio Veneto e di San Salvario.

La campagna, che consta di 880 manifesti, 20 mila adesivi, 20 mila sottobicchieri e 10 mila tovagliette, ricorda attraverso slogan e disegni quanto è previsto dal Codice della Strada in caso di guida in stato di ebbrezza.

“Non vogliamo trasmettere messaggi inquietanti – spiega l’assessore alla
Polizia Municipale Domenico Mangone – ma cercare di responsabilizzare
soprattutto i più giovani ricordando che l’abuso di alcol rappresenta
un grave rischio per loro e per gli altri”.

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Una citta’ che guarda avanti. 10 anni con Sergio Chiamparino e il centrosinistra’ E’ lo slogan, su sfondo giallo e blu, che campeggia sul manifesto realizzato dal Partito Democratico di Torino che sara’ affisso a partire dalla lunedi’, in vista delle elezioni comunali della primavera 2011.

”Con questo manifesto – spiega il segretario provinciale delPd, Gioacchino Cuntro’ – il Pd avvia una campagna di comunicazione che vuole mettere in luce quando di positivo e’ stato realizzato in questi anni di governo della citta’. Torino e’ diventata una citta’ piu’ bella, vivibile, verde ed internazionale e dobbiamo continuare insieme nella strada tracciata. Ci presenteremo ai cittadini con un programma innovativo che sappia dare adeguate risposte alle nuove esigenze che la situazione di crisi economica sta facendo emergere”

(Adnkronos)

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Una citta’ che guarda avanti. 10 anni con Sergio Chiamparino e il centrosinistra’ E’ lo slogan, su sfondo giallo e blu, che campeggia sul manifesto realizzato dal Partito Democratico di Torino che sara’ affisso a partire dalla lunedi’, in vista delle elezioni comunali della primavera 2011.

”Con questo manifesto – spiega il segretario provinciale delPd, Gioacchino Cuntro’ – il Pd avvia una campagna di comunicazione che vuole mettere in luce quando di positivo e’ stato realizzato in questi anni di governo della citta’. Torino e’ diventata una citta’ piu’ bella, vivibile, verde ed internazionale e dobbiamo continuare insieme nella strada tracciata. Ci presenteremo ai cittadini con un programma innovativo che sappia dare adeguate risposte alle nuove esigenze che la situazione di crisi economica sta facendo emergere”

(Adnkronos)

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Vogliono cancellare la memoria

dal blog di Roberto Placido

Oggi il quotidiano La Stampa pubblica nelle pagine di cronaca un mio intervento sul tema della Resistenza e della Memoria.

Alcuni consiglieri regionali del centro destra hanno presentato una proposta di modificadella legge che regola il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale.

Il Comitato è un organismo consultivo del Consiglio che ha il compito di promuovere e tutelare i valori di libertà e democrazia nati dalla Resistenza, attraverso iniziative rivolte soprattutto alle giovani generazioni.

Dal 1976, anno in cui è stato istituito, il Comitato ha portato più di 10.000 studenti delle superiori in viaggi studio nei lager nazisti, in Bosnia, alle Foibe, nei luoghi dello sbarco in Normandia, al Tribunale de L’Aja contro i crimini di guerra nella ex Jugoslavia. Inoltre ha organizzato iniziative pubbliche, spettacoli, rappresentazioni teatrali, convegni, presentazioni di libri che hanno coinvolto decine di migliaia di cittadini.

La proposta di legge presentata tenta di riscrivere la storia italiana perchè vuole di fatto equiparare chi ha combattuto per la libertà e chi ha difeso il regime fascista e nazista.

Inoltre si propone di cancellare quasi del tutto la parola “Resistenza” dalla legge.

Ho chiesto pertanto il ritiro della proposta e fin da ora lavorerò a iniziative pubbliche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità di quanto sta succedendo.

L’articolo è disponibile nella sezione “Rassegna stampa” del mio sito. Come sempre sono graditi commenti e opinioni.

http://www.robertoplacido.it

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Un bellissimo articolo di Paola Italiano su uno dei miei artisti preferiti

Partono da un atelier di via Baretti
i mouse dell’artista di strada Gec

PAOLA ITALIANO

Decine di «topi» sono arrivati a San Salvario da tutta Italia attraverso un tam-tam sul web, per essere poi liberati nelle strade di Parigi. Sono i mouse da computer utilizzati dall’artista torinese Gec Art per la sua ultima provocazione: topi tecnologici lasciati nella capitale europea che conta il maggior numero di ratti (veri) con l’obiettivo di creare un cortocircuito di senso che spinga gli spettatori casuali dell’insolita colonia a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura.

Gec Art è il nome d’arte di un creativo di 28 anni che non vuole rivelare la sua identità, dal momento che le sue opere si pongono al confine della legalità. Molti torinesi avranno già notato i suoi graffiti «clandestini», i suoi stickers che ritraggono persone con la faccia infilata in un televisore impressi sulle facciate di molti edifici. Originario del Cuneese, laureato in architettura, da un paio d’anni Gec ha scelto San Salvario per vivere e lavorare, come molti altri artisti che hanno contribuito a trasformare il borgo in un quartiere di tendenza. Alla «regolare» occupazione come grafico affianca l’attività creativa della Street Art, l’arte di strada nata come graffitismo metropolitano e ora declinata in molteplici installazioni non autorizzate per le strade e sulle case.

La scelta di Parigi per il progetto dei mouse non è stata casuale. «Ho letto che lì ci sono almeno 6 topi per ogni persona – spiega Gec – e mi ha colpito il fatto che riescano a sopravvivere in condizioni estreme, arrivando anche a nutrirsi di cavi elettrici». Da qui è nata l’idea che lo ha indotto a chiedere attraverso Facebook che gli venissero inviati vecchi mouse. In cambio avrebbe regalato un poster autografato. Tecnologia in disuso in cambio di carta: è stato un successo. In pochi giorni gliene sono arrivati a decine e, tra questi, anche un esemplare raro: il primo mouse prodotto dalla Ibm una trentina d’anni fa, quando i computer fecero il loro ingresso nelle abitazioni private, passando da strumento per scienziati a tecnologia di massa. Poi ha abbandonato i ratti tecnologici a piccoli gruppi per le strade della capitale francese, sotto i ponti, ai piedi dei monumenti e si è fermato a sbirciare le reazioni. «Qualcuno si è spaventato altri li hanno presi a calci, altri ancora li hanno buttati nella spazzatura. Molti hanno capito l’intento artistico e si sono limitati a fotografarli. Ma non è mancato chi se li è messi in borsa e li ha portati via».

Le bizzarre installazioni (visibili sul sito http://www.gec-art.com) sono approdate a Parigi alcune settimane fa, in concomitanza con una mostra sulla Street Art al museo del Louvre. Gec, che non figurava tra gli artisti in esposizione, ha trovato comunque il modo di esserci. È infatti nel tempio dell’arte forse più famoso al mondo che ha lasciato (di nascosto) un gruppo di mouse con il topo bianco. Sul parquet di una sala vuota, l’artista ha liberato le sue creature, le ha fotografate, e le ha poi abbandonate al loro destino, per ora ignoto. «Cerco di entrare nel sistema dell’arte passando dalla porta sul retro», spiega Gec, che con la sua incursione ha obbedito alla prima regola dell’arte di strada: essere estemporanea, provocatrice, e refrattaria a qualunque tentativo di ingabbiarla (privandola di significato) in un appuntamento ufficiale.

da lastampa.it

http://www.gec-art.com/

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Un bellissimo articolo di Paola Italiano su uno dei miei artisti preferiti

Partono da un atelier di via Baretti
i mouse dell’artista di strada Gec

PAOLA ITALIANO

Decine di «topi» sono arrivati a San Salvario da tutta Italia attraverso un tam-tam sul web, per essere poi liberati nelle strade di Parigi. Sono i mouse da computer utilizzati dall’artista torinese Gec Art per la sua ultima provocazione: topi tecnologici lasciati nella capitale europea che conta il maggior numero di ratti (veri) con l’obiettivo di creare un cortocircuito di senso che spinga gli spettatori casuali dell’insolita colonia a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura.

Gec Art è il nome d’arte di un creativo di 28 anni che non vuole rivelare la sua identità, dal momento che le sue opere si pongono al confine della legalità. Molti torinesi avranno già notato i suoi graffiti «clandestini», i suoi stickers che ritraggono persone con la faccia infilata in un televisore impressi sulle facciate di molti edifici. Originario del Cuneese, laureato in architettura, da un paio d’anni Gec ha scelto San Salvario per vivere e lavorare, come molti altri artisti che hanno contribuito a trasformare il borgo in un quartiere di tendenza. Alla «regolare» occupazione come grafico affianca l’attività creativa della Street Art, l’arte di strada nata come graffitismo metropolitano e ora declinata in molteplici installazioni non autorizzate per le strade e sulle case.

La scelta di Parigi per il progetto dei mouse non è stata casuale. «Ho letto che lì ci sono almeno 6 topi per ogni persona – spiega Gec – e mi ha colpito il fatto che riescano a sopravvivere in condizioni estreme, arrivando anche a nutrirsi di cavi elettrici». Da qui è nata l’idea che lo ha indotto a chiedere attraverso Facebook che gli venissero inviati vecchi mouse. In cambio avrebbe regalato un poster autografato. Tecnologia in disuso in cambio di carta: è stato un successo. In pochi giorni gliene sono arrivati a decine e, tra questi, anche un esemplare raro: il primo mouse prodotto dalla Ibm una trentina d’anni fa, quando i computer fecero il loro ingresso nelle abitazioni private, passando da strumento per scienziati a tecnologia di massa. Poi ha abbandonato i ratti tecnologici a piccoli gruppi per le strade della capitale francese, sotto i ponti, ai piedi dei monumenti e si è fermato a sbirciare le reazioni. «Qualcuno si è spaventato altri li hanno presi a calci, altri ancora li hanno buttati nella spazzatura. Molti hanno capito l’intento artistico e si sono limitati a fotografarli. Ma non è mancato chi se li è messi in borsa e li ha portati via».

Le bizzarre installazioni (visibili sul sito http://www.gec-art.com) sono approdate a Parigi alcune settimane fa, in concomitanza con una mostra sulla Street Art al museo del Louvre. Gec, che non figurava tra gli artisti in esposizione, ha trovato comunque il modo di esserci. È infatti nel tempio dell’arte forse più famoso al mondo che ha lasciato (di nascosto) un gruppo di mouse con il topo bianco. Sul parquet di una sala vuota, l’artista ha liberato le sue creature, le ha fotografate, e le ha poi abbandonate al loro destino, per ora ignoto. «Cerco di entrare nel sistema dell’arte passando dalla porta sul retro», spiega Gec, che con la sua incursione ha obbedito alla prima regola dell’arte di strada: essere estemporanea, provocatrice, e refrattaria a qualunque tentativo di ingabbiarla (privandola di significato) in un appuntamento ufficiale.

da lastampa.it

http://www.gec-art.com/

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