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Archive for giugno 2010

Il complesso espositivo di “Torino Esposizioni” venne realizzato nell’immediato dopoguerra tra il 1947 ed il 1950 su progetto di Pier Luigi Nervi ed è una delle più importanti realizzazioni e dei più significativi edifici torinesi. Dopo la riqualificazione di una parte dell’intero complesso ai fini della sicurezza per l’utilizzo di tipo fieristico-espositivo successivamente all’evento olimpico, gli usi previsti per tale padiglione sono stati i più svariati.
Non ricordo l’ordine esatto, ma si va dall’utilizzo come sede dello Science Center con tanto di assicurazioni da parte dell’allora Assessore regionale Oliva
che lo riteneva un progetto concreto che sarebbe diventato realtà nel 2011, al quasi scontato trasloco della Gam, con tanto di mostra per tastarne il polso
Con l’arrivo dei soldi da parte dell’unione europea doveva diventare sede di Experimenta
http://www.diariodelweb.it/Articolo/Italia/?d=20070917&id=7002 e per un certo periodo doveva essere la sede del Museo Egizio di Torino.
Questo per quanto riguarda il passato, oggi gli scenari che si aprono ai possibili utilizzi futuri sono principalmente due: il primo, considerando che il turismo a Torino è formato per circa il 60% da turismo congressuale legato a  singoli eventi ed esposizioni, è quello di trasformare il complesso sulla falsa riga di quello che avviene al lingotto, in un centro congressi, da poco, a tale proposito, è stato utilizzato per un convegno dell’Ascom.
La seconda ipotesi, forse più affascinante e più auspicabile, è quella che vedrebbe la realizzazione di un centro per il design, per la mobilità sostenibile e per l’automotive, dove insieme all’università di Architettura che potrebbe utilizzare gli spazi come campus, ci sarebbe la collaborazione del centro ricerche Fiat e del Politecnico di Torino.

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di Stefanella Campana

Per lunghi anni ha goduto di una pessima fama il quartiere di San Salvario, vicino alla stazione centrale di Porta Nuova, con un alto tasso di immigrati clandestini e crocevia dello spaccio, le case svalutate e svendute da chi voleva andarsene. Oggi è un quartiere rinato, trendy, con locali etnici affollati, tra birra, cous cous e kebab dove convivono un centinaio di etnie E con i prezzi degli immobili cresciuti di pari passo al nuovo fascino acquisito. In una lettera al quotidiano di Torino La Stampa, un architetto nato nella città da genitori meridionali e tornato a Torino dopo un’assenza di 16 anni, elogia la città: “Uno splendore!” Nonostante fosse stato sconsigliato ad andare a San Salvario per la “pericolosità” del quartiere, l’architetto ha preso una stanza in un hotel gestito da cinesi “e ci siamo trovati benissimo”. “Abbiamo mangiato con 3,50 euro da un egiziano che ci ha offerto il thè alla menta. Abbiamo parlato in arabo, inglese e francese. Abbiamo comprato spezie marocchine caffè touba. Abbiamo trovato una parrucchiera aperta il 1° Maggio (15 euro in 2) e ce ne siamo andati da San Salvario con la voglia di tornarci o di mandarci qualche amico”. Ma i pregiudizi non finiscono. Un titolare di un bed&breakfast lamenta di aver perso dei clienti perchè i taxisti avevano fatto di tutto per scoraggiarli a soggiornare “in un quartiere malfamato”.
Nello scorso aprile a San Salvario, in via Morgari 14, è nato il primo sportello per disoccupati stranieri “sportello in migrazione” progetto dell’associazione culturale Mana Manà. “Oggi sono un pezzo debole della società: se perdono il lavoro, da un giorno all’altro devono andare via perché sono diventati clandestini perché non hanno più il requisito per il rinnovo del permesso di soggiorno”. Un punto di riferimento aperto a tutti gli abitanti del quartiere non solo per il lavoro ma anche per una serie di servizi: informazioni sulle normative, sui corsi di formazione e verso possibili colloqui di lavoro. E’ previsto anche un archivio che raccoglierà tutte le storie di San Salvario, comprese quelle degli immigrati.

Vi si mescolano vecchi torinesi, immigrati del sud d’Italia e nuovi immigrati di altri Paesi a Barriera di Milano, un quartiere di vecchie fabbriche, casette operaie di inizio Novecento e palazzoni anni Settanta, estremo limite della città che porta all’autostrada per Milano, una delle roccaforti “rosse” della città. Il quartiere si affaccia sulla riva della Stura; una parte frequentata da spacciatori e tossici è diventata Tossic Park, ma chi vive in questo quartiere si è ribellato al degrado, a cominciare dai giovani. L’anno scorso ai ragazzi di 4 scuole medie del quartiere, l’Associazione Barriera (nata nel 2007 da un gruppo di appassionati di arte contemporanea per promuovere iniziative, mostre ed eventi) ha dato telefonino e penna perché raccontassero con le immagini e le parole come vedono il mondo in cui vivono, momenti di vita, di relazione, in casa o nel quartiere. Ne è nata una mostra “Barriera Mobile” che ha rivelato la multietnicità delle nuove generazioni torinesi e nei giovani immigrati, sospesi tra due culture, con un mix di entusiasmo per il nuovo ma anche inquietudini e qualche rimpianto per il paesi d’origine.
Il segreto per uscire dai ghetti è lo sviluppo di una politica urbana che coniughi azioni sociali, riqualificazione economica e delle strutture e non cadere nella trappola che provoca le battaglie tra i poveri. Torino sembra proprio essere sulla “strada giusta”.

da http://www.babelmed.net/

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Settimana ricca di appuntamenti per chi, come me, cerca di seguire da vicino i cambiamenti che avvengono nel nostro territorio.

Si inizia Lunedì 28 alle 13.30 con l’inaugurazione del giardino Parri tra via Ormea e via Petitti dove, finalmente, sono quasi terminati i lavori per la creazione di un area giochi per bambini. In occasione dell’inaugurazione, oltre ai bambini e i genitori dell’adiacente asilo, parteciperanno anche il comandante dei vigili di zona, il comandante dei carabinieri e il Presidente della circoscrizione 8. Ovviamente, ci sarò anch’io che ho convocato la commissione.

Martedì 29 alle ore 20.00 in sala consiglio in via Ormea 45, si terrà un consiglio straordinario, dove parleremo insieme all’assessore all’urbanistica Viano, delle trasformazioni urbanistiche che riguarderanno il nostro territorio.

Giovedì 1 alle ore 17.00 sopralluogo con tutti i coordinatori, alla casa delle culture in via morgari 14 per la presentazione delle attività e per il progetto Convergente. ALLA COMMISSIONE SARA’ PRESENTE ILDA CURTI: ASSESSORE INTEGRAZIONE ARREDO URBANO.

Ovviamente siete tutti invitati a partecipare.

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(Adnkronos) – Il Tar annullera’ le elezioni amministrative in Piemonte e il centrosinistra tornera’ a guidare la Regione. Ne e’ sicura l’ex presidente della giunta, Mercedes Bresso, secondo la quale “entro meta’ luglio certamente verranno annullate le elezioni”. La vittoria, ha spiegato intervenendo al programma di Radio 2 “Un giorno da pecora”, “e’ molto piu’ che nell’aria”. “Probabilmente”, ha sottolineato, una volta annullate le consultazioni elettorali, sara’ lei stessa a tornare alla guida dell’ente.

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A San Salvario il replay di Bryant Park

repubblica — 21 giugno 2010

DI ERICA DI BLASI

LA ZONA di Porta Nuova si ridisegna sul modello del Bryant Park di New York. Già ieri l’ équipe di tecnici sbarcati dagli Stati Uniti ha fatto un primo sopralluogo nelle strade che circondano la stazione. Oggi il team americano, in occasione del workshop organizzato da Confesercenti, Ascom e Camera di Commercio, «Project for public spaces», illustrerà il suo piano per riqualificare in particolare l’ asse di via Nizza. L’ esedra di Porta Nuova ha diversi aspetti in comune con il lontano Bryant Park. Entrambi sono spazi urbani a forte «rischio», con non indifferenti problemi di carattere socio-economico e culturale. «Ma – sottolinea il team americano – questi aspetti possono essere analizzati e risolti. Così com’ è avvenuto per il Bryant Park trasformato negli anni da luogo problematico, mal frequentato e pericoloso in area fortemente attrattiva». L’ équipe statunitense è formata dai newyorkesi del «Project for Public Spaces» (Pps), pioniere in Europa dell’ approccio “Placemaking”, e di “Tcm Italia”, società che si occupa di «Town Centre Management». Attraverso il caso del Bryant Park, e di altri esempi concreti, si svilupperà lo studio “sul campo”, accanto naturalmente a quello teorico e di dibattito. L’ obiettivo? Trasformare gli spazi pubblici in base alla comunità che ci vive, in un’ ottica più ampia di riqualificazione urbana. Oggi e domani il workshop radunerà in primisi funzionari pubblici, come amministratori, urbanisti e designer. Sulla trasformazione dell’ area – per cui è attesa la riqualificazione di via Nizza nel “dopo cantiere della metropolitana”- saranno chiamatia dire la loro anche manager e commercianti della zona, perché quel pezzetto del cuore di Torino diventia 360 gradia misura d’ uomo. «Torino, dopo New York – concludono gli organizzatori – diventerà così un caso pilota su cui testare metodologie urbanistiche, esportabili non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed europeo».

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Azzurri Italiani/ Nasce il nuovo centro

“Ci stiamo organizzando a livello nazionale per partecipare alle prossime elezioni, intanto a quelle Amministrative del 2011. Ovviamente poi ci stiamo preparando anche per le Politiche. Siamo un movimento a carattere nazionale. Abbiamo degli obiettivi che vogliamo raggiungere con le giuste modalità e la giusta tempistica”. Giacinto Marra, presidente di “Azzurri Italiani” sceglie Affaritaliani.it per presentare il nuovo partito. Quanti iscritti? “Siamo un paio di migliaia di persone nate nel giro di qualche mese. E per quanto mi riguarda non è poco”.

Sul suo passato il presidente Marra spiega: “Ho frequentato ambienti politici, poi mi son fermato per circa vent’anni. Quando si era liceali ho frequentato ambienti di sinistra, ma non ho mai militato e non ho mai operato in prima linea. Non sono mai stato un politico e non mi reputo un politico”. E la collocazione politica? “Siamo un partito democratico e obbligatoriamente ci posizioniamo al centro, ma non vogliamo confonderci con i centristi di adesso”. Meglio Berlusconi o Bersani? “No comment”.

http://www.affaritaliani.it/politica/azzurri210610.html

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