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Archive for marzo 2010

di Michele Iaia

Voglio scrivere alcune mie riflessioni sulle recenti elezioni regionali, senza voler insegnare niente a nessuno: assumo toni cattedratici o da primo della classe solo se amareggiato. Questa sera scriverò della Lega, ma il messaggio è ai Democratici. Prescindo ovviamente dal progetto politico, interessandomi per il momento altri aspetti, decisamente meno impegnativi, ma importantissimi per la formazione e la sopravvivenza di un partito.
Chi ha vinto queste elezione? La cosa è talmente lapalissiana che pare persino superfluo scriverne. Comunque le ha vinte la Lega. E pure alla grande. Ha eroso consensi a destra, specie al PDL, e a sinistra, nelle regioni rosse. Perde persino la sua fisionomia territoriale per affermarsi come forza politica nazionale. Il segreto? Uno slogan semplicissimo, ma efficace “prima gli Italiani”: negli asili nelle case popolari, nel diritto agli ammortizzatori sociali. Dove la crisi batte forte la Lega c’è, rassicura più del pdl, il partito dei ricchi, dicono i militanti, mentre il loro è il partito del popolo. Ed io mi permetto di aggiungere, l’unico partito rimasto in Italia: passione politica, sezioni, presenza nei mercati, forte partecipazione alle manifestazioni politiche, appassionata difesa dei propri dirigenti. Mi ricorda, e non vagamente, dagli atteggiamenti e dalla struttura organizzativa il vecchio Partito Comunista Italiano, altra cosa dalle aberranti dittature del cosiddetto socialismo reale. Ecco, perché è vincente! La Lega, come il vecchio PCI, non ha bisogno delle TV, sono i militanti che fanno opinione, che trasmettono il messaggio del partito nei bar, sui posti di lavoro, nelle piazze, ovunque. E non se ne vergognano come alcuni fighetti di stanzia in altri partiti, e non dico quali per pudore patrio. Tiriamo innanzi. Al proposito, non ripeterò ciò che scrisse molto realisticamente Massimo Gramellini in un “Buongiorno” di alcune settimane fa, ma invito tutti a cercarlo e leggere, specie il popolo di sinistra cui appartengo per formazione culturale. Ma vi voglio raccontare un episodio estremamente significativo. Ho già detto che intellettualmente sono estremamente curioso, forse per una deformazione acquisita dal mio primo mestiere, il giornalista. Quindi leggo moltissimo e seguo attentamente le persone che parlano. Una sera, Roberto Castelli, forse ad Annozero, raccontava di una giovane che voleva impegnarsi attivamente nella Lega. Il ministro le rispose: benissimo, comincia ad attaccare manifesti. Chi deve capire, capisca, ma è così che si costruisce un partito.

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La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli è lieta di presentare per la prima volta in Italia The Museum of Everything, mostra raelizzata grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

dal 1° aprile al 29 agosto

The Museum of Everything che ha esordito a Londra nell’autunno 2009 con enormesuccesso di critica e pubblico, presenta una selezione di oltre 300 opere diartisti non tradizionali del XX secolo tra cui dipinti, disegni, sculture,incisioni, oggetti, installazioni e libri.
Sono lavori di medium, minatori e mistici, autodidatti, artisti ossessivi evisionari, cosi come artisti e artigiani con disabilità che operano al di fuoridelle norme estetiche convenzionali.La collezione è composta da esempi di opere dei più grandi artisti in questoambito come una serie unica di 5 pezzi in sequenza del americano Henry Darger; ilibri di James Castle, artista americano e le sculture in ceramica dell’indianoNek Chand, il cui capolavoro è il Rock Garden a Chandigarh, e le fotografie delceco Miroslav Tichý.In mostra anche capolavori di straordinari artisti meno noti al grande pubblico: Morton Bartlett, Joseph Karl Radler, Bill Traylor, Howard Finster, Judith Scott, George Widener e l’italiano Carlo Zinelli.
Questa è l’arte segreta che ha ispirato generazioni di artisti da Jean Dubuffeta Jean-Michel Basquiat.The Museum of Everything ha invitato oltre 50 personalità del mondo dell’arte edella musica a scrivere sui lavori che li hanno ispirati. Contributi di Mamma Andersson, Peter Blake, David Byrne, Christian Boltanski, Nick Cave, Paul Chan, Jarvis Cocker, Annette Messager, Hans Ulrich Obrist,Grayson Perry e Ed Ruscha, accompagnano le opere.In occasione della mostra nuovi contributi di John Baldessari, MaurizioCattelan, Paolo Colombo, Marlene Dumas, Cornelia Parker e Francesco Vezzoli.

The Museum of Everything che ha esordito a Londra nell’autunno 2009 con enormesuccesso di critica e pubblico, presenta una selezione di oltre 300 opere diartisti non tradizionali del XX secolo tra cui dipinti, disegni, sculture,incisioni, oggetti, installazioni e libri.Sono lavori di medium, minatori e mistici, autodidatti, artisti ossessivi evisionari, cosi come artisti e artigiani con disabilità che operano al di fuoridelle norme estetiche convenzionali.La collezione è composta da esempi di opere dei più grandi artisti in questoambito come una serie unica di 5 pezzi in sequenza del americano Henry Darger; ilibri di James Castle, artista americano e le sculture in ceramica dell’indianoNek Chand, il cui capolavoro è il Rock Garden a Chandigarh, e le fotografie delceco Miroslav Tichý.In mostra anche capolavori di straordinari artisti meno noti al grande pubblico: Morton Bartlett, Joseph Karl Radler, Bill Traylor, Howard Finster, Judith Scott, George Widener e l’italiano Carlo Zinelli.Questa è l’arte segreta che ha ispirato generazioni di artisti da Jean Dubuffeta Jean-Michel Basquiat.The Museum of Everything ha invitato oltre 50 personalità del mondo dell’arte edella musica a scrivere sui lavori che li hanno ispirati. Contributi di Mamma Andersson, Peter Blake, David Byrne, Christian Boltanski, Nick Cave, Paul Chan, Jarvis Cocker, Annette Messager, Hans Ulrich Obrist,Grayson Perry e Ed Ruscha, accompagnano le opere.In occasione della mostra nuovi contributi di John Baldessari, MaurizioCattelan, Paolo Colombo, Marlene Dumas, Cornelia Parker e Francesco Vezzoli.

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli

Via Nizza 230, 10126 Torino

Tel.  39 011 0062713 Fax  39 011 0062712

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Con il 56.10% di preferenze Giuseppe Catania, appoggiato dal PARTITO DEMOCRATICO, DI PIETRO ITALIA DEI VALORI, LISTA CIVICA UNITI PER CAMBIARE, SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’,  MODERATI, UNIONE DI CENTRO, SOCIALISTI UNITI, è il nuovo Sindaco di Venaria dopo aver sconfitto per la seconda volta(la prima alle primarie del PD) il Sindaco uscente Nicola Pollari che si è dovuto accontentare di un 17,41% di preferenze. 5571(28.48%) voti invece per GIOVANNI BAIETTO il candidato sostenuto da IL POPOLO DELLA LIBERTA’, LEGA NORD, LA DESTRA, LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA.

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Quasi in parità la sfida tra Stefano Zacà, del Pdl, e Roberta Meo, del Pd. Zacà ha raccolto il 47,73 per cento dei consensi, Meo il 48,08 per cento. Ballottaggio tra due settimane.
Roberta Meo, sostenuta da Pd, IdV, Lista Meo, Moderati, Sel, Verdi-Civica, Pensionati e Invalidi, Socialisti uniti ha ottenuto 15.646 voti. Stefano Zaca’, appoggiato da Pdl, Lega, Lista Civica per Moncalieri, Lista Civica Unione per Moncalieri, La Destra, Democrazia Cristiana, Fiamma Tricolore, Verdi Verdi per Cota ha avuto 15.533 voti. Nella classifica dei partiti piu’ votati al primo posto il Pdl (4221 voti) seguito da Pd (4005) e Lega Nord (1522). Gli altri due candidati sindaco, Giancarlo Chiapello e Natalina Brussino, hanno ottenuto rispettivamente 785 voti (2,4%) e 579 voti (1,8%).

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