
Dopo il no di Francesco Profumo e quello di Giorgio Airaudo, persone che stimo e che avevo coinvolto per costruire insieme un progetto condiviso per Torino, oggi anch’io mi trovo costretto a rinunciare alla candidatura a sindaco per le primarie del centrosinistra. La mia storia politica è certamente diversa da quella di Profumo e di Airaudo, ma in comune abbiamo l’idea che il candidato non dovesse essere solo espressione diretta di un partito, quanto piuttosto forte di una legittimazione “civica”. Per questo, sin dall’inizio, ho contestato le regole del pd, che pretendevano che io mi sottoponessi a una conta interna di iscritti. Cosa ben diversa è il legittimo e auspicabile dibattito aperto e pubblico di partito, dove valgono gli argomenti, piuttosto che le tessere. Ho sempre ritenuto che la coalizione di centrosinistra avrebbe dovuto chiedere ai candidati, a tutti i candidati, di misurarsi prima di tutto con il gradimento dei cittadini elettori, rendendo pubbliche le forze della città disponibili ad appoggiare le candidature emerse. In questo senso ho raccolto le adesioni di oltre duemila cittadini, che ringrazio. Ero anche pronto a richiedere le altre tremila sottoscrizioni previste dal regolamento. Per tutta risposta, mi è stato chiesto di uscire dal pd, pratica che in questi anni hanno adottato molti dirigenti, che, come da una porta girevole, uscivano per poi rientrare. E’ chiaro l’obiettivo: pormi fuori dal pd. Mi si vuole anche fuori dalla coalizione, attraverso una bocciatura collettiva, ispirata da un solo partito: il mio. Io non ho alcuna intenzione di lasciare il pd e di mettermi fuori dalla coalizione. Per questo, registrata l’assoluta indisponibilità da parte di tutti i partiti che compongono il tavolo della coalizione ad ammettermi alle primarie del centrosinistra, ribadisco la mia intenzione di ritirare la candidatura e confermo la mia lealtà verso gli elettori del centrosinistra, a cui non farò mai mancare il mio contributo. Roberto Tricarico


[...] Tricarico si ritira perché il suo partito (PD) non vuole riservare a lui le regole della candidatura per gli esponenti della società civile. [...]